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VIRUS WEST NILE, CHE COS'È?

Aggiornamento: 15 set



In Internet, nei giornali e in TV sentiamo sempre più spesso parlare del virus West Nile, ma che cos’è di preciso? da dove viene e che sintomi può provocare? Scopriamolo insieme.

Il virus della West Nile (WNV) prende il nome dal luogo dove è stato isolato per la prima volta, nel distretto di West Nile in Uganda nel 1937. WNV è un virus a RNA appartenente alla famiglia dei Flaviviridi che solitamente infetta gli uccelli attraverso la puntura delle zanzare comuni principalmente della specie Culex pipiens che fanno da vettore del virus.

Sono state descritte 8 linee genetiche di cui solo 2 sono associate alla malattia negli esseri umani. Al momento la linea 2 sembra essere quella più problematica per noi.

Il virus è stato importato in Europa dagli uccelli migratori attraverso gli spostamenti dall’Africa subsahariana. Come abbiamo visto si diffonde tra gli uccelli principalmente tramite le zanzare della specie Culex pipiens, sebbene in linea di principio anche le zanzare tigre (Aedes albopictus) possono trasmettere il virus. Questo in natura praticamente non accade vista la forte preferenza delle tigre per i mammiferi rispetto agli uccelli. In ogni caso è necessaria una certa densità di zanzare in una data località perché ci sia un effettivo rischio di trasmissione all’uomo (o ai cavalli), essendo questo un evento statisticamente poco comune. Il mantenimento delle popolazioni di zanzare sotto certi livelli di densità quindi è sufficiente ad annullare il rischio di trasmissione del virus all’uomo.



Fig.1 - Copyright 2018 IZSVe, Laboratorio comunicazione della scienza.



Cosa comporta la puntura di una zanzara infetta?

L’80% delle infezioni negli umani sono asintomatiche, mentre nel restante 20% possono manifestarsi febbre e in meno dell’1% dei casi problemi neurologici come meningiti, encefaliti e paralisi. La mortalità nei pazienti con malattia neurologica può arrivare fino al 17%.

Il WNV può infettare anche i cavalli in maniera asintomatica, nel 90% dei casi. Negli uccelli la sensibilità è molto variabile e dipende dalla specie e da molti altri fattori, ma in particolari condizioni può portare anche ad eventi di mortalità di massa.

Come combattere queste zanzare?

Oltre alla sorveglianza, per risolvere il problema è necessario mantenere la popolazione di zanzare sotto un livello critico. L’attività più importante è quella sui luoghi di riproduzione, eliminando i siti d’acqua stagnate come tombini, sottovasi, copertoni, cisterne, bidoni scoperti, etc… o, nel caso non fosse possibile, intervenendo con larvicidi. Pochi di questi prodotti esistono in commercio e solo un paio sono di tipo biologico, ma purtroppo anch’essi comportano un non trascurabile impatto sulla biodiversità soprattutto acquatica che potrà solo aumentare nel tempo a causa dell’intensificarsi del loro utilizzo.

Data la sempre maggiore frequenza del problema legato alle malattie tropicali trasmesse dalle zanzare, urge quindi una maggiore ricerca verso metodi di lotta biologica alternativi e sempre più chirurgici e di basso o nullo impatto sulla biodiversità acquatica e non.


Vi lasciamo con alcuni consigli su come proteggersi e come prevenire la formazione delle zanzare, il video è stato prodotto dal Laboratorio comunicazione della scienza dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.


Vid.1 - Copyright 2018 IZSVe, Laboratorio comunicazione della scienza.


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