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7- Quando Alibut scoprì che cosa significasse sognare

Aggiornato il: 11 lug 2018

di Roberta Durante


Illustrazioni di Francesca Furian

Vi ricordate quando l’amico Millepiedi portò ad Alibut i quadri da appendere alle pareti della sua nuova casetta? Ecco, da allora il bruchino si sentì finalmente a casa, una casa bella, accogliente, colorata e piena di amici che passavano a salutarlo. Ma quando finiva il giorno e finivano le briciole di pane e finiva la luce forte del sole, la casetta di Alibut si vestiva di un nuovo mondo, fatto di sogni d’oro. Il bruchino scoprì infatti che appena chiudeva gli occhi stanco, nel tentativo di addormentarsi, i suoi occhi non riposavano davvero, vedevano infatti cose strabilianti, belle e impossibili, cose di altri mondi fatti di vecchi personaggi della sua terra e di nuovi attori mai visti: uno spasso! Insomma, non vedeva l’ora di addormentarsi per sognare.

Una volta, dopo una bella cena con le sue amiche formiche, con il pancino pieno di pane e la testa fra le nuvole, si mise a letto felice. Non appena prese sonno, il piccolo bruco iniziò a sognare Cecilia, la formica più bella e gentile che esistesse sul pianeta terra. E la sognò con una gonna bellissima, mentre faceva la ruota. Alibut, timido e curioso allo stesso tempo com’è ogni bruchino, si avvicinava pian piano a quella splendida formica senza mai riuscire a toccarla. E questo era perfetto per quando Alibut si sentiva timido, ma non era per niente bello quando avrebbe voluto con curiosità accarezzarle la testina liscia. Insomma si avvicinava e si avvicinava a Cecilia senza mai riuscire a prenderla. Ciò che era certo è che quella formichina fosse la più bella del pianeta terra. Ad un certo punto però, proprio Cecilia, iniziò a suonare un piccolissimo violino ed insieme a lei si era formata un’orchestra completa, con Millepiedi agli archi e lo scorpione-filosofo al pianoforte, mentre il suo amico verme era diventato lui stesso una lunga tromba. Quando la musica rallentò un po’, fu proprio Cecilia a cantare:


La luna è di tutti

tu guardala, è gratis!

Le stelle nel ciel

brillan per te poi per me

i pettirossi che cantano

i fiori che sbocciano

i raggi del sole che brillano

i sogni che fanno scintille

non costano niente le cose più belle!


Mentre Cecilia cantava quella dolce canzone, Alibut si svegliò di soprassalto. Nella sua piccola casa buia non c’era l’orchestra e nemmeno la più bella formica del pianeta, tutto era buio e uguale a sempre. Alibut si rese conto di aver sognato tutto, ma era sicuro che la voce di Cecilia fosse così bella anche nella realtà. Allora si mise alla finestra e mentre guardava nel cielo le stelle brillare, iniziò a sognare Cecilia, ma questa volta, ad occhi aperti.


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